Restauro S. Maria di Capodacqua - Calendario 1999 - Vita del Santuario


Carissimi amici, il 1983 fu un anno funesto per i beni del Santuario. Infatti, ben cinque tele vennero rubate oltre agli angioletti in legno che impreziosivano l’altare centrale e ad altri beni.
Gli angioletti e tre quadri (raffiguranti "L’apparizione della Sacra effige ad una giovinetta", "La supplica per conoscere il luogo ove erigere il Santuario" e "San Giuseppe con Bambino") già li avevamo completamente rifatti e collocati nelle comici vuote.
Gli ultimi due (raffiguranti "Il miracolo dell’olio" e "La guarigione dello storpio") sono stati completati e ora risplendono al loro posto, che era rimasto tristemente vuoto per ben 15 anni.
Il Santuario risplende ora nella sua magnificenza.
L’impegno per il rifacimento delle tele è stato assai gravoso sia per la grandezza delle tele stesse e del gran numero dei personaggi raffigurati, che ci ha costretti a rivolgerci a più artisti, sia per il fatto che il loro rifacimento non ha goduto di nessun contributo da parte dello Stato, gravando interamente sul Santuario, già gravemente penalizzato dall’urgenza di molti altri lavori necessari; questi lavori li ho illustrati nel calendario del 1998.
Con questi lavori, io e fra’ Ilario abbiamo realizzato il desiderio di Mons. Molinari, già vescovo di Rieti, che ci affidò il Santuario con la speranza che potesse essere restituito al suo antico splendore.
Con questo spirito ho inteso riportare al santuario le spoglie mortali di fra’ Lorenzo Morlacchetti.
Quest’umile eremita per circa 40 anni amorevolmente curò e custodì questo insigne tempio dedicato dai Cittarealesi alla Gran Madre di Dio.
Ormai vecchio e quasi cieco, pochi mesi prima del terremoto del 1979, fu portato in una casa di anziani a Norcia (PG) dove l’anno seguente si addormentò nel Signore.
Sepolto sottoterra rischiava di essere dimenticato da tutti, È stato grazie all’affettuosa solerzia di Rodolfo Scaletta che è stato individuato il luogo dove egli riposava e mi è stato così possibile riportarlo nel «suo» Santuario. «Suo» perché nessuno in quegli anni, più di lui lo amò e ne ebbe cura.
Sulla sua lapide, in pietra di travertino, interpretando i suoi sentimenti, ho posto un’epigrafe:

All’ombra delle tue ali
ho trovato riposo

per significare che la Santissima Vergine ha richiamato a sé il suo umile e fedele servitore.

Il Rettore P. Giacobbe Elia

STORIA DI MARIA SS. DI CAPODACQUA, SCRITTA DA FRATE LORENZO, EREMITA NEL SUO SANTUARIO, L'ANNO 1949

Ad ogni strofa si ripete: Evviva Maria, Maria evviva, evviva Maria e chi la creò.

Maria di Capodacqua
che stai sotto al monte,
da limpida fonte
venisti quaggiù.

Sorgente perenne
del fiume Velino,
ricetto divino
per secoli fù.

La pia pastorella
che il gregge pasceva,
che sete teneva,
al fonte ne andò.

Tra limpida acqua
Maria rinveniva,
festosa e giuliva
la nuova recò.

La folla sen venne
devota ai suoi piedi,
con canti e con preci
tra sé la portò.

Ma il giorno seguente
invan la cercava,
poi ancor la trovava
di nuovo quassù.

Per ben cinque volte,
Maria fu mutata,
ma sempre beata
quassù ritornò.

Maria fu pregata
con triduo devoto,
mostrasse in qual luogo
suo tempio sacrar.

La notte seguente,
la Madre immortale,
dove oggi è l’Altare,
da sé si posò.

E sorse maestoso
il Tempio votivo,
che il popolo giulivo,
a Lei consacrò.

Maria fin d’allora
fu il nostro soccorso,
chi a Lei fe’ ricorso,
mai invano sperò.

E il tempio distrutto
fu dal terremoto,
l’Altare devoto
in piedi restò.

Per pioggia mancante,
la terra già ardeva,
ma il popolo che spera,
la Madre invocò.

E scalzo sen venne
ai piè di Maria,
e poi per via
con Lei ritornò.

Ed ecco la pioggia
da tutti bramata,
dal cielo calata,
la terra bagnò.

E cadde benigna,
minuta e costante,
raccolto abbondante
a tutti fruttò.

La donna che il figlio
malato teneva,
da Aleggia scendeva
la Madre ad invocar.

E l’olio portava
per lampade ardenti,
e con i Sacramenti
la Grazia cercò.

Ma un sabato l’olio
le venne a mancare,
ma essa all’Altare
lo stesso tornò.

Pregando Maria
che ancor senza l’olio
dicesse quel "VOGLIO
TUO FIGLIO SANAR".

Tornata alla casa
con fede e con doglio,
il vaso dell’olio
strapieno trovò.

Ed unse suo figlio
e la lampada accese,
in premio a tal fede,
il figlio sanò.

Chi mai potrà dire
le grazie e i favori,
che a noi suoi figliuoli
Maria dispensò.

Se reo ed ingrato
sarà il nostro cuore
a lei con amore
cerchiamo il perdono

Maria ch’è madre
e non è matrigna,
graziosa e benigna
per noi pregherà.

O Vergine Madre,
rimira i tuoi figli,
i fulgidi cigli
rivolgi quaggiù;

O Vergine bella,
o bella Signora,
chi oggi Ti onora,
onora ancor Tu.

Ti prego o Maria,
Maria di Capodacqua,
nell’ultima pasqua (il giorno della nostra morte)
aiutami Tu.

Deh! fa che nel cielo
tra i figli devoti
a tesser tue lodi
un dì ne verrò.

PREGHIERA "ABSORBEAT" DAVANTI AL CROCIFISSO

O Alto e glorioso Dio, illumina el core mio.
Dame fede diricta, speranza certa, carità perfecta, humiltà profonda, senno e cognoscemeto che io servi li toi comandamenti. Amen.