San Michele Arcangelo


L’APPELLATIVO "ANGELO" DESIGNA L'UFFICIO NON LA NATURA
(S. Gregorio Magno, Omelia 34, 8-9; PL 76; 1250-1251)

È da sapere che il termine "angelo" denota l’ufficio, non la natura. Infatti quei santi spiriti della patria celeste sono sempre spiriti, ma non si possono chiamare sempre angeli, poiché solo, allora sono angeli, quando per mezzo loro viene dato un annuncio. Quelli che recano annunzi ordinari sono detti angeli, quelli invece che annunziano i più grandi eventi, sono chiamati arcangeli. Per questo alla Vergine, Maria non viene inviato un angelo qualsiasi, ma l’arcangelo Gabriele. Era ben giusto, infatti, che per questa missione fosse in­viato un angelo tra i maggiori, per recare il più grande degli annunzi. A essi vengono attribuiti nomi particolari perché anche dal modo di chiamarli appaia quale tipo di ministero è loro affidato. Nella santa città del cielo, resa perfetta dalla piena conoscenza che sca­turisce dalla visione di Dio onnipotente, gli angeli non hanno nomi particolari, che contraddistinguano le loro persone. Ma quando vengono a noi per qualche missione, prendono anche il nome dall’ufficio che esercitano. Così, Michele significa: Chi è come Dio? Gabriele: Fortezza di Dio, e Raffaele: Medicina di Dio. Quando deve compiersi qualcosa che richiede grande coraggio e forza, si dice che è mandato Michele, perché si possa comprendere, dall’azione e dal nome, che nessuno può agire come Dio. L’an­tico avversario che bramò nella sua superbia, di essere simile a Dio, dicendo: Salirò in cielo (cfr. Is 14, 13-14), sulle stelle di Dio innalzerò il trono, mi farò uguale all’Altissimo, alla fine del mondo sarà abbandonato a se stesso e condannato all’estremo supplizio. Orbene egli viene presentato in atto di combattere con l’arcangelo Michele, come è detto da Giovanni: "Vi fu una battaglia con l’arcangelo Michele" (Ap 12, 7). A Maria è mandato Gabriele che è chiamato For­tezza di Dio; egli veniva ad annunziare Colui che si degnò di apparire nell’umiltà per debellare le po­tenze maligne dell’aria. Doveva dunque essere an­nunziato da "Fortezza di Dio» Colui che veniva quale Signore degli eserciti e forte guerriero. Raffaele, come abbiamo detto, significa Medi­cina di Dio. Egli infatti toccò gli occhi di Tobia, quasi in atto di medicarli, e dissipò le tenebre della sua cecità. Fu giusto dunque che venisse chiamato «Medicina di Dio» colui che venne inviato a ope­rare guarigioni.

PREGHIERA A S. MICHELE ARCANGELO

Il nome Michele vuol dire "Chi è come Dio". Fu questo il grido di battaglia con cui sconfisse Satana e gli angeli ribelli suoi seguaci, e riorganizzò sotto la sua guida gli angeli fedeli a Dio. Il suo stesso nome è una protesta di fedeltà all’Altissimo che si oppone all’arrogante stoltezza del "non serviam" gridato da Satana e dai suoi servi infelici, schiavi delle proprie passioni; e un programma di vita: "Quis ut deus?". Può mai la creatura prendere il posto del suo Creatore? Michele era il protettore della Sinagoga ed ora della s. Chiesa.

ATTO DI AFFIDAMENTO ALL’ARCANGELO MICHELE

Principe nobilissimo delle angeliche Gerarchie, valoroso guerriero dell’Altissimo, amatore zelante della gloria del Signore, terrore degli angeli ribelli, amore e delizia di tutti gli Angeli giusti, Arcangelo San Michele, desiderando io di essere nel numero dei tuoi devoti, a te oggi mi offro e mi dono. Pongo me stesso, il mio lavoro, la mia famiglia, gli amici e quanto mi appartiene sotto la tua vigile protezione. E’ piccola la mia offerta essendo io un misero peccatore, ma tu gradisci l’affetto del mio cuore. Ricordati che se da quest’oggi sono sotto il tuo patrocinio tu devi assistermi in tutta la mia vita. Procurami il perdono dei miei molti e gravi peccati, la grazia di amare di cuore il mio Dio, il mio caro salvatore Gesù, la mia dolce Madre Maria, e tutti gli uomini miei fratelli amati dal Padre e redenti dal Figlio. Impètrami quegli aiuti che sono necessari per arrivare alla corona della gloria. Difèndimi sempre dai nemici dell’anima mia specialmente nell’ultimo istante della mia vita. Vieni in quell’ora, o glorioso Arcangelo, assìstimi nella lotta e respingi lontano da me, negli abissi d’inferno, quell’angelo prevaricatore e superbo che prostrasti nel combattimento in Cielo. Presèntami, allora, al trono di Dio per cantare con te, Arcangelo San Michele, e con tutti gli Angeli lode, onore e gloria a Colui che regna nei secoli eterni. Amen

LA CORONA ANGELICA

O Dio, vieni a salvarmi.S
ignore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre..

1. per intercessione di S. Michele e del Coro celeste dei Sera­fini, il Signore ci renda degni della fiamma di perfetta carità. Amen. 1 Pater e 3 Ave.

2. per intercessione di San Michele e del Coro celeste dei Cherubini, il Signore voglia darci la grazia di abbandonare la via del peccato e correre in quella della cristiana perfezione...

3. per intercessione di San Michele e del Sacro Coro celeste dei Troni, il Signore infonda nei nostri cuori lo spirito di vera e sincera umiltà...

4. per intercessione di San Michele e del Coro celeste delle Dominazioni, il Signore ci dia la grazia di dominare i nostri sensi e correggere le depravate passioni...

5. per intercessione di San Michele e del Coro celeste delle Potestà, il Signore si degni di proteggere le anime nostre dalle insidie e dalle tentazioni del demonio...

6. per intercessione di San Michele e del Coro delle ammirabili Virtù celesti, il Signore non permetta che cediamo nelle tentazioni, ma ci liberi dal male...

7. per intercessione di San Michele e del Coro celeste dei Principati, Dio riempia le nostre anime dello spirito di vera e sincera obbedienza...

8. per intercessione di S. Michele Arcangelo, il Signore ci conceda il dono della perseveranza nella fede e nelle opere buone, per poter giungere alla gloria del Paradiso...

9. per intercessione di San Michele e del Coro celeste di tutti gli Angeli, il Signore si degni di concederci di essere da Loro custoditi da nella presente vita mortale e da loro condotti alla gloria eterna del Cielo...

Si recitino infine quattro Pater: a San Michele, a San Gabriele, a San Raffaele e al nostro angelo Custode.

Alla recita della Corona Angelica sono concesse le seguenti indulgenze:

  • 1. L’indulgenza parziale ogni volta che si recita la Corona Angelica o si porta addosso detta Corona con l’effìgie dei santi Angeli;
  • 2. L’indulgenza plenaria una volta al mese se si reciterà quotidianamente e, confessati e comunicati, si pregherà per la Santa Chiesa e per il Sommo Pontefice;
  • 3. L’indulgenza plenaria, alle solite condizioni, nelle festività: dell’ Apparizione di san Michele (8 maggio), degli Arcangeli (29 settembre) e dei Santi Angeli Custodi (2 ottobre).

(cfr. P- Giacobbe Elia, Preghiere del Popolo di Dio, Roma 2007).